[Live] [Neuheiten CDs] [Biographie] [Discographie] [Filmographie[Auszeichnungen] [Presse] [Gallerie] [Archiv] [Kontakt] [Links]

 
  KRITIKEN ÜBER DIE CD "LA CHANSON FRANÇAISE"

    Altoadige
13.05.2001
von Daniela Mimmi

"Ho la stessa voce, ma amo soprattutto Brel"

MILVA COME EDITH PIAF

Intervista a Bolzano: prova con la "Haydn"

BOLZANO. E' una donna in perenne corsa, Milva. Che vive con la valigia in mano accorrendo con entusiasmo ovunque il suo pubblico la reclama. E che sta male se si ferma. E' passionale e appassionata, quando canta, ma anche quando parla. Ha l'energia, l'entusiasmo, la spinta di una ragazzina. Che non si fermerà mai "...almeno fino a quando su un palcoscenico io sarò credibile. Perché la credibilità è la cosa più importante" dice. Quando parla la sua voce si impone senza fatica su tutte quelle presenti.
Parla senza accenti. Annegati probabilmente sotto tutte le altre lingue e gli altri accenti che ha cantato nel corso della sua lunga carriera: persino il coreano.
"Ma la lingua in cui amo più cantare è il tedesco, perché si adatta perfettamente alla mia voce e forse anche alla mia personalità". La incontriamo al termine delle prove del concerto e della registrazione del relativo cd, nell'Auditorium "Haydn" dove il 16, in un concerto "privato" per lo sponsor, la Cassa di Risparmio di Bolzano, esordirà insieme all'Orchestra Haydn. Repertorio: quello delle canzoni francesi degli anni del dopoguerra, dalla Piaf ad Aznavour. Date previste: il 17 a Trento e il 18 a Bolzano. Gli ormai mitici capelli rossi raccolti in una coda, abbigliamento, come sempre, assolutamente nero (golf e gonna lunga), il viso poco truccato e pallido di chi vive soprattutto di notte. E' l'ultima diva rimasta, probabilmente. E anche le interviste la conduce lei: va sempre a finire dove vuole, dice sempre e solo quello che vuole lei.
Com'è stato il passaggio dall'Argentina alla Francia? Da "Maria de Buenos Aires" agli chansonnier?
Impegnativo, ma non traumatico. Sono abituata a fare tante cose insieme. Certo che queste canzoni francesi richiedono impegno e disponibilità completamente diversi dai tanghi di Piazzolla.
Come mai questa scelta delle canzoni francesi?

Milva und Hubert Stuppner
(Fotos: Alberti Ognibeni).


Mi è stato proposto questo spettacolo da Stuppner e dallo sponsor, e io ho accettato con grande gioia, innanzitutto perché ho già lavorato, e molto bene, con la Haydn. E poi amo moltissimo Bolzano, e ci torno sempre volentieri. Ormai la conosco quasi tutta, soprattutto certi negozi che mi interessano. Quest'anno, che è il quarantesimo della mia carriera, è la città italiana nella quale sto di più. Sarà un caso, chissà.
Da questi concerti verrà realizzato anche un disco, vero?
Facciamo in due giorni un lavoro che richiederebbe un mese di sala di registrazione. Ma io e l'orchestra siamo già molto affiatati, abbiamo lavorato tanto insieme e i pezzi li conosco già. Anzi, proprio in Francia ho ottenuto i miei primi successi, da giovanissima, dopo un solo Festival di Sanremo. Cantavo "Il mare nel cassetto" e in Francia di mi chiamarono a cantare Edith Piaf. Non sarà però messo in vendita. Lo userà la banca che ci sponsorizza.
Come stanno andando le prove?
Benissimo. Il nuovo direttore, il tedesco Peter Keuschnig ha una sensibilità incredibile, e Stuppner ha creato degli arrangiamenti veramente d'effetto, sia per i brani che canterò io, sia per quelli che eseguirà l'orchestra.
Quale tra gli autori e cantanti che proporrà in questi concerti sente più vicino?
Come colore di voce sicuramente la Piaf, che era una grandissima interprete. Come poeta invece amo più di tutti Jaques Brel. Ma mi piace anche Becaud, soprattutto "Maintenant". Sono canzoni che bene o male tutti conoscono, fanno ormai parte del nostro bagaglio culturale. Non sono canzonette. Stamattina abbiamo provato "La vie en rose" e l'orchestra si divertiva proprio a suonarla.

Edith Piaf

Perché cantautori francesi e non italiani?
Ci sono già anche troppe colleghe che li cantano! A me piacciono molto, soprattutto le canzoni di Paolo Conte. I suoi testi sono bellissimi, anche se usa l'italiano, che è una lingua difficilissima da cantare per via di tutte le parole tronche.
Continuerà la sua collaborazione con Stuppner e la Haydn?
Purtroppo sembra saltato il concerto a Parigi il 14 luglio, in occasione della festa della Liberazione, ma questo concerto, con questo repertorio è molto richiesto. Magari qualche altro spettacolo riuscirò a farlo con questa orchestra, che credo mi voglia molto bene. Ho tante date in Germania, e anche un film. Arrivo a Milano il 19, dopo questi concerti, il tempo di andare dal parrucchiere, poi il 20 parto per Berlino, dove negli enormi studi della Ufa, girano una serie televisiva di otto ore più un film, che si chiamano "Heimat Ost".
Nonostante tutte le canzoni che lei ha cantato in quaranta anni di carriera, ce c'è una, oppure un autore che, per una ragione o per l'altra non è mai riuscita a cantare?
Oh, sì, è il blues, o il rythm'n'blues, o i gospel. Avrei la voce adatta, e mi piace molto. Mi piacerebbe cantare Otis Redding, ad esempio. Francamente non so perché non li ho mai eseguiti, o perché nessuno mi ha mai chiesto di farli...


© Altoadige

Lies weitere kritiken über die CD "La Chanson Française"
   


Homepage | Milva la rossa official website ©2003 Milva