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  GLI ANNI '90

Nel 1990, riceve il Premio Tenco, un'onorificenza altamente significativa e prestigiosa nell'ambito della musica d'autore italiana.
Dopo essersi esibita a New York e in Giappone, Milva torna in Italia per lavorare con Mario Missiroli alla "Lulu" di Frank Wedekind, che descrive, con toni allegorici e spesso grotteschi, che anticipano l'espressionismo di Weimar, il conflitto tra la morale ipocrita e conformista e la vitalità istintuale, che libera fatalmente dalle costrizioni borghesi (ricordiamo la versione musicale offerta da Alban Berg). 

Nel 1992, in Italia, Milva riprende le "Canzoni tra le due guerre", che porterà anche in Giappone. A Vienna, si esibisce alla "Volksoper", con il varietà "Servus Du", in cui interpreta le musiche di Robert Stolz, in cui la tradizione austriaca del valzer e dell'operetta si apre alla modernità del music-hall.

Nel 1993, al Teatro Bellini di Catania, Milva diventa il Principe Orlovsky, nell'opera di Johann Strauss junior, "Il pipistrello" (1874), con la direzione di Peter Maag: Milva si accosta alla nobile tradizione del sinfonismo mitteleuropeo, rivivendo le atmosfere spensierate e gaudenti della Vienna asburgica.
In occasione del Festival di Sanremo del 1993, interpreta con piglio teatrale e voluta aggressività "Uomini addosso", un brano sulla violenza fisica e psicologica subita dalle donne, scritto da Negrini e Facchinetti (i Pooh, per intenderci), dosando in modo equilibrato e sapiente la tecnica ormai familiare dello straniamento brechtiano.
Per il Teatro Parioli di Roma, nasce il fortunato récital "Milva e le sue tre B." (Brecht, Berio e Battiato): una efficace sintesi del suo percorso evolutivo e una originale miscela di teatro e sperimentazione.
Lo stesso anno, la troviamo impegnata nello spettacolo "La storia di Zazà", di Giancarlo Sepe, ispirato alla commedia di Berton e Simon.

Nel 1994, al Royal Festival Hall di Londra, è protagonista dell'opera di Berio e Calvino già interpretata in passato, e inizia la tredicesima tournée in Giappone, con un recital dedicato ad una artista da sempre presente nel repertorio di Milva: Edith Piaf, il volto tragico del neo-realismo francese degli anni Quaranta e Cinquanta. Del suo repertorio, anni prima, Milva si era già "appropriata", con sobrietà e gusto, proponendo, tra l'altro, la versione italiana di un pezzo difficile come "Les amants d'un jour" (M.Senlis-C.Delecluse-M.Monnot), che, adattato da Herbert Pagani, poeta e autore teatrale, diventava "Albergo a ore": qui, la tipica alternanza di luce e ombra, che troviamo nel testo originale, viene mantenuta, attraverso la finezza psicologica di un linguaggio volutamente quotidiano e popolare.

Nel 1995, dopo una serie di concerti in Svizzera con il repertorio brechtiano, Milva ottiene il Disco d'oro, per lo straordinario album uscito in Grecia, dal titolo "Volpe d'amore", con le musiche di Thanos Mikroutzikos, autore di musica sinfonica e cameristica, fondatore del Festival Internazionale di Patrasso e, all'epoca, ministro della Cultura in Grecia. I testi, realizzati da grandi poeti come Nikos Kavadias, Tsikliropoulos, Marios Ploritis o Lina Nikolakopoulou, sono adattati e tradotti da Massimo Gallerani e Maurizio Piccoli, e ci offrono un ampio ventaglio di tematiche, sviluppate con rara sensibilità, dal tema drammatico della lontananza, alla solitudine, dallo sdegno per l'arroganza del potere alla memoria: squarci di vita carichi di amarezza o di nostalgia, di stupore o di rimpianto. Una profonda religiosità laica e mediterranea avvolge il "Canto di un' Eneide diversa", mentre "Anna non piangere" ci riporta alla solennità austera dei versi brechtiani.
Ma Milva, costantemente proiettata verso la scena internazionale, non dimentica il Giappone e dedica al cantautore Shinji Tanimura l'album "Give me your light" con i testi adattati da Maurizio Piccoli e arrangiati dal fedele Natale Massara, direttore d'orchestra e compositore.
Interessante, poi, l'incontro con Carlo Lizzani, lo sceneggiatore neo-realista di Rossellini e Lattuada, che la vuole nel suo film "Celluloide", che ripercorre la nascita di un capolavoro assoluto: "Roma città aperta".

Sempre nel 1995, Milva è l'unica attrice professionista presente nel documentario realizzato da Werner Herzog (il regista, tra l'altro, di "Nosferatu"), sulla vita di Carlo Gesualdo da Venosa, l'ultimo dei madrigalisti rinascimentali (1560-1613).
Il film vincerà, nel 96, il "Premio Italia" e il primo premio per i film audiovisivi in Olanda. Alla "Suntory Hall" di Tokyo, nell'ambito del "Summer Festival" dedicato a Luciano Berio, accompagnata dall'orchestra sinfonica di Tokyo, è, di nuovo, protagonista della "Vera storia", su libretto di Calvino.
Ancora nel 95, Milva incide un raffinato album dedicato ad autori classici da Bizet a Schumann, da Tschaikovsky a Dvorak e Haendel, con le orchestrazioni di James Last, abilissimo arrangiatore, capace di spaziare dal jazz al pop d'autore, dall'easy listening alla musica sinfonica.
Successivamente, al "Festival Hall" di Osaka, è di nuovo attrice brechtiana, mentre, al Piccolo Teatro di Milano, nasce un nuovo récital dedicato allo stesso Brecht, dal titolo "Non sempre splende la luna-Milva canta un nuovo Brecht", con la regia di Strehler. Stavolta, Milva riscopre un Brecht per molti aspetti poco conosciuto: non più o non solo il poeta civile e "epico", ma anche quello intimista e romantico, autore di raffinate liriche incentrate su tematiche esistenziali, tra cui ricordiamo lo struggente "Ricordo di Maria A.", attraversato da un senso acuto del divenire e della mutevolezza umana.
Il risultato è ancora una volta impeccabile e Milva, qui, mostra una maturità e una profondità espressiva, che la critica e lo stesso Strehler non esitano a riconoscerle.
Nell'ambito delle cerimonie per la consegna del Premio Nobel della Pace, a Oslo, Milva canta, diretta da Vladimir Ashkenazij, brillante autore di musica da camera, l' "Alleluia", nella "Messa per la Pace" di Sergio Rendine, un interessante protagonista della musica strumentale contemporanea.

Nel 1996, inizia la tournée in Italia con lo spettacolo teatrale di Terence Rattigan, "Tosca, ovvero prima dell'alba", portando al Festival teatrale Europeo, a Cracovia (Polonia), e, poi, in Belgio (a Liegi), il nuovo repertorio brechtiano, che viene giudicato "il migliore del festival".
Da ricordare, in questa fase, i concerti trionfali presso l'"Herod Atticus Teatro" di Atene, dove più di 9000 spettatori assistono alla sua esibizione.
In Giappone, Milva dedica una tournée ai tre autori greci che sono ormai parte integrante del suo repertorio "colto", ovvero Vangelis, Théodorakis e Mikroutzikos, aggiungendo pezzi di Shinji Tanimura.
Per gli "Eventi musicali del XX secolo: il Bauhaus e la musica", Milva ritorna a interpretare i "Sette peccati capitali", al "Teatro Fraschini" di Pavia e al Piccolo di Milano, con l'orchestra sinfonica dei "Pomeriggi musicali" diretta da Marcello Panni.
Nel nuovo album che Gidon Kremer, il grande virtuoso del violino, dedica al tango espressionista di Piazzolla, Milva è presente con due brani.

Nel 1997, dopo un tour trionfale, durato quattro mesi, con il nuovo récital brechtiano, e dopo una serie di concerti a Barcellona, al Festival del Teatro a Zurigo, al "Primer Festival Internazionale de Danza Y Teatro" a Buenos Aires, al Festival di Salonicco e Sarajevo, ritorna in Polonia (Cracovia, Chorzov, Lancut), con le "Canzoni tra le due guerre".
Per la "Polydor Germania", Milva incide il disco "Mia bella Napoli", nel quale si immerge nella più nobile tradizione poetico-musicale partenopea, con brani storici di Salvatore Di Giacomo, Libero Bovio o Eduardo Di Capua.
Con il quintetto argentino di Daniel Binelli, è di nuovo impegnata nel repertorio piazzolliano, con la regia di Crivelli e si esibisce anche a Buenos Aires.

L'anno seguente, con l'Orchestra di Padova e del Veneto, diretta da David Searcy, una nuova tournée in Germania e in Italia, sempre con i tanghi di Piazzolla, che porterà in Grecia, Giappone, Italia e, in autunno, al "Teatro Espace Cardin" di Parigi.
Dopo aver ripreso Brecht, a Montevideo, a Istanbul e in Egitto (Il Cairo), le viene assegnato "L'Ordre d' Officier des Arts et des Lettres".
Accompagnata dall'orchestra sinfonica della Magna Grecia, Milva partecipa al Festival della Magna Grecia, a Taranto, e ad altre manifestazioni, nella stessa regione.
In novembre, ritorna a Tokyo con i "Sette peccati capitali", stavolta in forma di balletto, con orchestra sinfonica annessa.
In dicembre, ancora Brecht, per il pubblico italiano.
Dopo una nuova tournée in Germania, con i violini dell'Orchestra della Magna Grecia, la ritroviamo interprete brechtiana e piazzolliana, in Italia, con l'Orchestra di Padova e del Veneto.
A Palermo, per la sede estiva del Teatro Massimo, al Teatro di Verdura, è protagonista dell'opera di Piazzolla "Maria de Buenos Aires", con i testi visionari e introspettivi del poeta Horacio Ferrer, la regia sempre attenta di Crivelli e la coreografia di Carlos Rivarola.
Dopo essere tornata agli autori greci, accompagnata dallo stesso Mikroutzikos, per la BMG Ariola, in Germania, incide un nuovo CD "Stark sein", e collabora con l'Orchestra Haydn di Bolzano e il "TangoSeis" con le opere di Piazzolla, in Austria e in Italia.

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